Recovery Plan e Lavoro

Recovery Plan e Lavoro

Recovery Plan e Lavoro

Siamo ancora dentro una fase difficile ed incerta per i tanti cambiamenti che la pandemia ha imposto nella vita di ognuno e nei comportamenti umani più in generale. Abbiamo dovuto prendere coscienza della fragilità della nostra società e delle nostre esistenze. Ma è necessario reagire. Per far ripartire il Paese e superare lo stato di continua emergenza. Le risorse del Recovery Plan possono rappresentare una concreta opportunità. Soprattutto perchè vanno indirizzate ai giovani, alle donne ed alla coesione territoriale. Ma serve una vera e profonda innovazione. La crisi ci impone una rivoluzione delle priorità, un cambiamento collettivo che ponga al centro delle politiche la persona e i suoi bisogni primari – a partire dalla salute – il lavoro – il territorio e l’ambiente.

Per farlo, è essenziale sviluppare un’azione a partire dai territori. Qui bisogna analizzare bisogni, fragilità ed opportunità, fare sistema tra tutte le responsabilità politiche, istituzionali ed elaborare un progetto di tutela e di rilancio condiviso. Un concetto sul quale noi, in questa provincia, da diversi mesi siamo in campo in modo convinto con iniziative, proposte, idee, sollecitazioni con l’obbiettivo di creare le condizioni di un rilancio dal punto di vista economico e sociale con al centro la necessità di consolidare il lavoro che c’è ma soprattutto di creare le condizioni per una nuova occupazione.

 

Ricordiamo brevemente le iniziative realizzate nell’anno scorso

  • Il 29 giugno a piazza Martiri, abbiamo organizzato una conferenza stampa per illustrare con una serie di dati la gravità delle crisi in questa provincia con l’invito forte a tutte le istituzioni e alle parti politiche di fare presto per la riprogettazione e il rilancio della nostra provincia;
  • Il 13 Luglio presso la sala consigliare della provincia abbiamo presentato un documento programmatico sui bisogni nel territorio insieme a otto schede su diversi comparti – Infrastrutture, edilizia, Industria, Sanità, Turismo, Aree Interne, welfare, Credito – chiedendo sugli stessi la formazione di tavoli specifici insieme alle esperienze, i saperi e le competenze che si rendevano disponibili;
  • Il 7 Agosto abbiamo presentato le proposte all’assemblea dei sindaci che le hanno condiviso nel merito e nel metodo impegnando la provincia nell’attivazione dei tavoli settoriali;
  • Il 18 settembre 2020 in piazza Martiri a Teramo all’interno di un’iniziativa nazionale unitaria abbiamo ribadito e rilanciato il nostro appello;
  • Nel mese di ottobre abbiamo redatto un nuovo documento con proposte condivise anche con l’ UGL e Confindustria Teramo. Documento che abbiamo presentato e consegnato in due specifiche iniziative a tutti i parlamentari e ai consiglieri regionali ricevendo condivisioni ed integrazioni.
  • Oggi abbiamo organizzato questo ulteriore momento di riflessione e sollecitazione e lo abbiamo voluto svolgere qui all’ Istituto Melchiorre Delfico per rimarcare con forza che il potenziamento di istruzione e formazione sono e devono essere centrali nella elaborazione di qualsiasi programma futuro che voglia essere credibile. Ma siamo anche qui per suggerire e sollecitare i giovani ad interrogarsi sulla convivenza futura che si prepara in questo tempo, che forse ha bisogno soprattutto della loro freschezza, della loro energia, del loro protagonismo.

 

In sintesi noi abbiamo provato e proviamo ancora a rappresentare correntemente le difficoltà reali accanto alle opportunità del territorio dicendo con forza che è indispensabile FARE SISTEMA. E l’urgenza di intervenire e di farlo in modo innovativo e concreto ci viene imposto ancora una volta dai dati sempre più allarmanti. Di seguito ne proponiamo alcuni.

 

L’ANALISI DELLE FRAGILITA’ E DEI BISOGNI DEL TERRITORIO PARTENDO DAI DATI
SOLE 24 ORE INDAGINE SULLA QUALITA’ DELLA VITA:

TERAMO ultima Provincia della Regione; 76° posto, 20 posizioni in meno del 2019

LA CONDIZIONE ECONOMICA E OCCUPAZIONALE

91° PENSIONI DI VECCHIAIA: importo medio € 950.53
76° REDDITO IMPONIBILE: 15.763 (N.B. NEL 2019 17.023)
64° GIOVANI CHE NON LAVORANO O NON STUDIANO (NEET)
65° TASSO DI OCCUPAZIONE
72° GAP OCCUPAZIONALE TRA MASCHI E FEMMINE
77° SPESA SOCIALE DEGLI ENTI LOCALI

L’IMPORTANZA DELLA FORMAZIONE DELLA DIGITALIZZAZIONE

64° PARTECIPAZIONE ALLA FORMAZIONE CONTINUA
94° INDICE DI TRASFORMAZIONE DIGITALE
76° BANDA LARGA (EDIFICI COPERTI)
ATTRATIVITA’ DEL TERRITORIO
92° DURATA MEDIA DELLE CAUSE CIVILI (1398 GIORNI)
101° QUOTA CAUSE PENDENTI ULTRATRIENNALI

PRESTAZIONI INPS E AMMORTIZZATORI

 

1.AL 30/09/2020: 5.020 PERCETTORI DI REDDITO DI CITTADINANZA (11.658 PERSONE COINVOLTE APPARTENENTI AI NUCLEI MFAMILIARI).
2.CASSA INTEGRAZIONE-DATI DI PRODUZIONE INPS AL 20 SETTEMBRE 2020:
14.389 DOMANDE-87.278 LAVORATORI COINVOLTI, NEL DETTAGLIO:
CASSA INTEGRAZIONE IN DEROGA
6.768 DOMANDE/15.566 LAVORATORI INTERESSATI (3° POSTO IN REGIONE, DOPO CH E PE)
CASSA INTEGRAZIONE ORDINARIA
6.051 DOMANDE/54.459 LAVORATORI COINVOLTI (2° POSTO IN REGIONE, DOPO CH)
FIS

1.570 DOMANDE/17.253 LAVORATORI COINVOLTI (3° POSTO IN REGIONE, DOPO CH E PE)
3. NASPI LIQUIDATE NEL PERIODO GENNAIO AGOSTO 2020
8.092 PRESTAZIONI (1° POSTO IN REGIONE) SU UN TOTALE REGIONALE DI 29.889

 

Rispetto a questo scenario va riconosciuto che sono state avviate delle iniziative istituzionali che hanno avanzato dei primi progetti. Ci riferiamo a quella della Provincia con la quale è iniziato un concreto confronto e possiamo anche riconoscere che alcune delle idee progettuali portate all’attenzione della collettività sono sicuramente riconducibili a quelle contenute nei documenti da noi presentati unitariamente nei mesi scorsi.

Consideriamo indubbiamente meritevole il lavoro fatto, soprattutto per aver indotto diversi Comuni a mettere sul tavolo delle proposte, ma siamo altrettanto convinti che il confronto debba rimanere aperto con l’obiettivo di raccogliere ed ottimizzare le migliori idee, risorse e volontà presenti nel nostro territorio. Soprattutto è necessario fare una sintesi il più possibile condivisa, tenendo conto dei tempi dettati dal contesto giuridico e normativo di riferimento. Questa modalità operativa oltre ad essere a nostro avviso più efficace, ridurrebbe certamente la possibilità di innescare sterili polemiche ed annosi dibattiti, perdendo di vista la vera priorità: convergere su progetti efficaci e sostenuti da quella che in più occasioni è stata definita la lobby del territorio.

A tal proposito sarebbe altresì auspicabile trovare un momento di sintesi con il Comune di Teramo che nei giorni scorsi ha avviato un’altra significativa iniziativa, in modo da evitare un moltiplicarsi di azioni accumunate da una medesima finalità.

Nel contempo riteniamo necessario, per lo spirito di servizio ed il senso di responsabilità che ci accomunano, evidenziare ancora una volta l’auspicio, che di fatto si traduce in una necessità, che vi sia il massimo coinvolgimento dei rappresentanti politici, a tutti i livelli, arrivando ad individuare una Istituzione in grado di coordinare le varie iniziative messe in campo.

In ogni caso vogliamo ancora rimarcare che la rigenerazione anche in questo territorio passa attraverso una progettualità concreta che si prefigga di creare nuove opportunità di lavoro. Per questo ci preme sottolineare che un effettivo rilancio di questa Provincia, dal punto di vista economico e sociale, non possa prescindere da un impegno progettuale, altrettanto immediato, sul rafforzamento del sistema produttivo, soffermandosi, da subito su quanto di positivo il nostro tessuto produttivo è già in grado di esprimere (a mero titolo di esempio: agroalimentare ed automotive).

Verso questo obiettivo sono necessari il coinvolgimento della giunta regionale e quattro azioni: analisi e selezione, di alcuni grandi obiettivi strategici su cui concentrare risorse e progetti; governance unica, è necessario un unico luogo o soggetto responsabile della progettazione e esecuzione; coerenza tra il Piano e le disposizioni messe in campo da regioni, istituzioni, territori e grandi imprese pubbliche; partecipazione, è necessario un largo coinvolgimento reale a partire dalle parte sociali, sia nella fase di definizione delle priorità e dei progetti che in quella della verifica.

Siamo ad un bivio della storia globale. È in atto una fase di straordinaria trasformazione degli assetti produttivi oltre che della vita delle persone. Ma non ci sono massime assolute alle quali appellarsi. Domani saremo ciò che abbiamo scelto di essere a partire dalle nostre comunità locali. Per questo, noi nelle prossime settimane continueremo stare in campo e svilupperemo almeno cinque iniziative nel territorio per rappresentare i bisogni presenti e quelli che stanno emergendo per effetto della crisi pandemica. Ma soprattutto continueremo a monitorare, verificare sollecitare le necessarie azioni di effettiva programmazione per lo sviluppo territoriale e la creazione di nuovi posti di lavoro. Perché, lo ripetiamo, adesso è l’ora della responsabilità e della coesione, dell’azione collettiva e di risposte concrete ai bisogni delle persone. Non possiamo perdere questa occasione per salvarci tutti insieme.

Teramo 26 gennaio 2021
CGIL Teramo
​Giovanni Timoteo

CISL Teramo
Fabio Benintendi

UIL Teramo
Fabrizio Truono